31 maggio 2011

La scrutatrice (non) sorridente, ma votante


La scrutatrice del seggio di via Scrosati a Milano dove il Premier Silvio Berlusconi ha esercitato il diritto di voto è diventata un vero e proprio mito del web. Il Cavaliere, con il solito fare istrionico l'aveva ammonita: "Sorrida un po' di più". "Non si preoccupi, sorrido, sorrido". Era stata la risposta della giovane scruatrice della scuola Dante Alighieri.
Il sorriso, smagliante, a trentadue denti è arrivato in Piazza Duomo per i festeggiamenti della grande vittoria di Giuliano Pisapia al ballottaggio. Evidentemente era una maschera di tensione in previsione dello spoglio. Scene di giubilo che sono state replicate viralmente da migliaia di utenti.

Queste elezioni sono state vinte dal centrosinistra grazie al ruolo replicante, all'ironia massiva immessa nei social network e alla creatività dei nativi digitali, un pubblico non più passivamente televisivo, che vive e si forma un'opinione sul web.

15 maggio 2011

Una tantum, può capitare

"Scilipoti e i Responsabili sono entrati nella maggioranza, ma vogliono solo soldi e poltrone. Non li ringrazio manco per il cazzo". (Mario Borghezio). Una volta tanto d'accordo con il puro folklore dell'europarlamentare padano. (via L'Espresso)

14 maggio 2011

Comunicazione di servizio


La Moratti chiede conto delle frequentazioni di Pisapia con ex militanti di organizzazioni politiche criminali. Si possono dire tante cose: la Milano dei Moderati è però tutta in questo muscolarismo esasperato. Ma c'è un'altra riflessione da fare.

Ora, l'argomento di Donna Letizia non è molto pregante e può creare analogie imbarazzanti, in considerazione del fatto che il capolista del Pdl, nonché presidente del Consiglio può vantare nella sua rete relazionale pezzi da novanta come Marcello Dell'Utri e Vittorio Mangano.

Quando una persona soffre di un'illusione parliamo di pazzia, ma quando ciò accade a molte persone parliamo di religione, diceva qualcuno. In quest'elezione è in ballo anche il senso del futuro e di percezione della realtà da parte di un'intera Nazione.

11 maggio 2011

Il Signore degli schermi

Ma perché continuano a chiamarli talk show? Al di là della qualità generale, che suggerisce il ritocco onomastico talk choc, sarebbe forse il caso di aggiornare il format: talk Silvio.
Qualsiasi cosa ci sia in ballo, il vero, solo e unico oggetto della discussione (da saloon) è lui, il cavalier Berlusconi da Arcore. Come se non fosse già abbastanza immanente.
LA SAGA DEL CAVALIERE. I talk show son diventati una saga: Berlusconi e l'inflazione, Berlusconi e le elezioni, Berlusconi e lo tsunami, Berlusconi, Osama e Obama, Berlusconi e la fonte della giovinezza, Berlusconi ai confini del mondo, Berlusconi e i Pirati dei Caraibi.
Possibile che la tivù parlata d'altro non si curi? Perfino il patologico narcisismo degli italiani subisce una mutazione genetica: piuttosto che parlare di me, parlo di “lui”. O al massimo parlo di me che parlo di lui.
Le magnifiche ossessioni per Berlusconi rendono uguali tutti questi spettacoli della chiacchiera, che sembrano tanti e in realtà sono uno, trasversale, perenne e con qualche prodigio da professionisti del settore.
GLI ONNIPRESENTI DELLA TIVÙ. Sere fa c'era il ministro Romani a Porta a porta, giri canale e te lo ritrovi a Punti di vista. In concorrenza con se stesso. Ho dato una botta di zapping, fosse mai che me lo ficcavano pure al Grande Fratello e al programma delle Tate.
In un'altra occasione, c'è Maurizio Belpietro che baccagliava gagliardamente ad Annozero. Pubblicità. Giro, ed è anche lui a Porta a porta (Belpietro di sera, beltempo si spera), da dove poco dopo si congeda. Doveva andare da Santoro, che va in diretta mentre Vespa assembla prima: il bello della registrata.
GLI STAKANOVISTI DEGLI STUDI. Per alcuni, è fondato il sospetto che dormano direttamente negli studi, forse su una poltroncina pieghevole, come Maigret al Quay. E certi non se ne vogliano andare.
Una volta mi è capitato di partecipare a una trasmissione in preserale. Una volta terminata, i tecnici hanno sbaraccato alla svelta perché toccava al politico Tal dei Tali, sempre quello. Così non mi sono tenuto e ho detto a un cameraman: «Ma che, questo vive qui con voi?».
Il poveretto mi ha guardato stravolto dicendomi: «Nun me ne parli! Ormai me lo sogno pure de notte, sto più con lui che con mi moje...».

04 maggio 2011



(via Metilparaben) (...)Io, a prescindere da tutto il resto, mi aspetterei qualcosina di più da un ministro della Repubblica.
Voi no? (...)

Crisi libica e Lega ammosciata

"La Lega ha vinto. Ce l'ha sempre duro" (Bossi). Con buona pace del Pd e dei suoi manifesti