18 novembre 2009

Luca Casarini: da no global a padroncino del Nordest



Per la serie a volte ritornano e per i delusi che pensano ancora che Luca Casarini (storico leader dei disobbedienti) sia vivo e lotti insieme a noi, ecco la versione che non ti aspetti.

Il capo carismatico delle tute blu, oggi quarantaduenne, autore di innumerevoli raid no global e indagato in una serie innumerevole di procedimenti penali per banda armata, sovversione di Stato, collezionista di guai giudiziari di ogni genere. Da Marx alla partita Iva, dalla violazione della zona Rossa all'abolizione dell'Irap, di rivoluzionario è rimasto solo il nome della società di consulenza di cui è titolare: "Nexus 7". Nessun dipendente, il buon Luca svolge consulenze di marketing. "Nexus 6 era il replicante di Blade Runner, io sono il numero 7, mi ribello ancora di più".

"L'Irap è una vergogna, specie in periodi di crisi, viene tassata la produzione non il reddito", concetti ribaditi in un'intervista al La Stampa, neanche fosse un Bombassei qualunque, un esponente del popolo delle partite IVA.

Anzi, in un conato di autonomia ideologica, Casarini rivendica addirittura la distanza dallo statalismo: "Non ho mai pensato che gli imprenditori fossero vessati, qui tutti pagano in ritardo e io non so come fare a pagare gli interessi". Fino a giustificare un po' di nero: "altrimenti uno come fa a vivere". Ma del resto forse il suo percorso si poteva intuire nel suo romanzo d'esordio letterario "La parte della fortuna", il social noir edito da Mondadori. La proprietà privata non è un furto, altro che espropri proletari. Nascondo incendiari e fieri e muoiono pompieri.

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