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11 ottobre 2010
Giuseppe Scopelliti, Lucio Musolino e una informativa dei carabinieri
da netnews1.org
Un bravo giornalista sta sempre sulla notizia. Antonino Monteleone dà la possibilità di leggere cosa c'è scritto sull'informativa dei Carabinieri allegata al fascicolo dell'inchiesta Meta, da cui Lucio Musolino ha tratto spunto per i suoi articoli e il suo intervento durante il collegamento diretto con la trasmissione "Annozero", il quale ha indotto il governatore della Calabria Giuseppe Scopelliti a presentare querela contro di lui. Nella Calabria di oggi è difficile fare politica senza entrare in contatto con persone facenti parti di consorterie mafiose. Monteleone offre un esempio concreto di questo. L'amara considerazione del giornalista è che nessuno si sogna di fare passi indietro: la politica calabrese continua a fare il suo corso infischiandosene se le informative di polizia o collaboratori di giustizia parlano di frequentazioni "pericolose" con personaggi "equivoci", indagati o, addirittura, arrestati. L'unico provvedimento concreto preso è querelare un giornalista, la cui unica colpa è attingere a quelle fonti per lo svolgimento del suo lavoro.
Un bravo giornalista sta sempre sulla notizia. Antonino Monteleone dà la possibilità di leggere cosa c'è scritto sull'informativa dei Carabinieri allegata al fascicolo dell'inchiesta Meta, da cui Lucio Musolino ha tratto spunto per i suoi articoli e il suo intervento durante il collegamento diretto con la trasmissione "Annozero", il quale ha indotto il governatore della Calabria Giuseppe Scopelliti a presentare querela contro di lui. Nella Calabria di oggi è difficile fare politica senza entrare in contatto con persone facenti parti di consorterie mafiose. Monteleone offre un esempio concreto di questo. L'amara considerazione del giornalista è che nessuno si sogna di fare passi indietro: la politica calabrese continua a fare il suo corso infischiandosene se le informative di polizia o collaboratori di giustizia parlano di frequentazioni "pericolose" con personaggi "equivoci", indagati o, addirittura, arrestati. L'unico provvedimento concreto preso è querelare un giornalista, la cui unica colpa è attingere a quelle fonti per lo svolgimento del suo lavoro.
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